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Cenni storici

La storia di Menconico è strettamente legata a quella del monte Penice, situato presso i confini del suo territorio comunale. Dal toponimo del Penice, anticamente chiamato "Mons Conicus", deriverebbe il nome stesso del paese, che significa "il luogo delle grandi rocce" (Men è la stessa radice che troviamo nella parola "Menhir"). La località è chiamata Mincunigum nel diploma col quale Federico Barbarossa nel 1164 investì di queste terre i Malaspina.
Si racconta che sulla vetta del monte Penice, anticamente chiamato Arpesella, sorgesse un tempio pagano. Questo territorio fu donato a San Colombano da Aldovaldo, figlio del re Agilulfo. La tradizione vuole che qui sia passata Teodolinda, nell'anno 613, quando si recò a Bobbio per visitare San Colombano.
Non è certo che la donazione del Penice al Monastero di Bobbio comprendesse anche l'abitato di Menconico; è comunque sicuro che nel sec. X il paese appartenesse ai monaci di San Colombano. Dopo l'anno 1000 Menconico entrò sotto la sfera d'influenza di Varzi e venne a far parte del suo feudo; nel 1164 l'imperatore Federico Barbarossa ne confermò l'appartenenza al marchese Obizzo Malaspina. Lo stesso Obizzo, nel novembre 1174, siglò proprio a Menconico gli accordi con i Consoli di Tortona sul libero passaggio dei marchesi a Serravalle. A Menconico fu redatto un altro importante documento riguardante la spartizione dei territori malaspiniani, avvenuta nel 1221; con quell'atto Corrado e Obizzo Malaspina decisero di dividersi i possedimenti di famiglia dando così origine ai due rami della casata, lo "Spino Secco" e lo "Spino Fiorito". Nel 1275, in seguito ad un'ulteriore divisione, si formò il marchesato di Varzi, in cui fu incluso Menconico.
Con l'avvento dei Visconti, i Malaspina persero una parte del marchesato. Fu il duca Filippo Maria Visconti a smembrare il feudo malaspiniano di Varzi, concedendo un terzo del territorio, che comprendeva anche Menconico, al fedele Petrolino Dal Verme. Questo nuovo feudo vermesco, che fu chiamato "terziere di Menconico", venne più tardi assegnato al duca Galeazzo Maria Sforza alla casata degli Sforza di Santa Fiora. Sembra che nel sec. XVII esistesse nel territorio di Menconico un monastero gerolamino, oggi scomparso. Nel corso della seconda guerra mondiale la zona di San Pietro Casasco fu luogo di operazioni militari e di battaglie tra partigiani e nazifascisti.


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