
La tradizione musicale legata al piffero è riferibile territorialmente
all'area appenninica comunemente definita "delle quattro province" (Pavia,
Alessandria, Piacenza, Genova).
Il repertorio popolare della zona è caratterizzato dai due strumenti
tipici dell'appennino: il
piffero, un particolare tipo di oboe ad ancia doppia e la musa appenninica,
una cornamusa ad un solo bordone utilizzata con funzioni di accompagnamento,
sostituita nella prima metà del '900 dalla fisarmonica. Oggi il gruppo
ripropone entrambi gli strumenti negli arrangiamenti del suo repertorio.
I Mons Conicus, nel loro programma, ripropongono le versioni originali
delle danze tradizionali del repertorio antico, quali la giga, l'alessandrina,
il perigurdino, la monferrina, la piana, la Povera Donna e balli più
recenti come le polche, le mazurche ed i valzer eseguiti nel particolare
stile del "liscio da piffero", tutte rigorosamente accompagnate dalle
musiche originali provenienti per la maggior parte dall'Alta Valle Staffora
e dalle limitrofe Val Borbera, Val Curone e Val Trebbia, Val Tidone,
dove la memoria ne ha conservato nel tempo la pratica.
Le danze, pur essendo riconducibili per alcuni moduli ai balli
popolari dell'Italia settentrionale, conservano caratteristiche stilistiche
e coreografiche autonome ed originali, unite in molti casi a connotazioni
rituali ed allegoriche uniche e particolari.
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